Di Valentina Cosmi per Vanity Fair
Non è solo una questione di faccende pratiche. Ciò che stressa da morire noi donne è anche una costante lista di cose da ricordare. Una lista che non riusciamo mai a scrollarci di dosso, nemmeno quando siamo impegnate a fare altro o a tentare di rilassarci. Vuoi o non vuoi, noi stiamo sempre lì a pensare, programmare, notare e pianificare. E la sensazione è quella di avere sempre la testa schiacciata da un macigno.
Un macigno che la blogger e illustratrice francese Emma, 36 anni, ha definito “carico mentale” e ha saputo rappresentare in un fumetto che, di recente, ha fatto il giro del web. E che è già stato tradotto in molte lingue (fra le quali l’inglese).
Secondo Emma, il “carico mentale” è un lavoro fisso, sfiancante e invisibile. È per esempio, racconta la stessa autrice, trovarsi a fare una cosa o a parlare con qualcuno e, nel frattempo:
– ricordare di aggiungere i cotton fioc alla lista della spesa
– ricordare che nostro figlio deve fare il richiamo del vaccino
– ricordare che nostro figlio è cresciuto di 3 cm e ha bisogno di un nuovo paio di pantaloni.
Il punto è che, secondo Emma, il carico mentale è soprattutto un problema delle donne. Gli uomini, insomma, non si mettono lì a pensare, ricordare e notare tutto in ogni secondo così come facciamo noi. Una prova di questa differenza? Il comportamento di una donna e quello di un uomo davanti a un’azione semplice come sparecchiare una tavola. Cosa fa un uomo in questi casi? Sgombera la tavola in pochi minuti. E una donna? Emma mostra che una donna ci impiega molto di più perché, prima di arrivare a liberare la tavola: vede un asciugamano sporco per terra e si ferma per raccoglierlo. Ripone l’asciugamano nel cesto della biancheria da lavare e nota che il cesto della biancheria è stracolmo. Decide di caricare una lavatrice e vede che sul piano della lavatrice ci sono ancora delle buste contenenti frutta e verdura da sistemare in frigo. Sistema la frutta e la verdura in frigo e si accorge che è finita la senape. Aggiunge la senape alla lista della cose da comprare e poi, finalmente, torna a occuparsi della tavola e la sparecchia.
Ma è proprio vero che a sovraccaricarsi di pensieri sono per lo più le donne? Lo abbiamo chiesto a Valentina Cosmi, psicoterapeuta e sessuologa dell’Istituto SISP di Roma.







