Di Marta Giuliani per Wired.it
Si chiamerà, semplicemente, Dating. Sarà incorporato nel proprio profilo Facebook ma del tutto indipendente da esso – per ovvie questioni di riservatezza: nessuno vuole che i propri contatti (o il proprio partner) sappiano come, quando e con chi si sta flirtando – e consentirà, almeno all’inizio, di interagire solo con messaggi di testo per scongiurare l’invio (e la ricezione) di immagini oscene o inappropriate. È la mossa proterva con cui Mark Zuckerberg, appena un mese dopo lo scandalo Cambridge Analytica e le polemiche sulla tutela della privacy e sull’uso improprio dei dati degli utenti, ha annunciato di volersi lanciare nel (ricco) mercato del dating online. “Negli Stati Uniti”, ha detto il Ceo di Facebook parlando dal palco dell’F8 a San José, “un matrimonio su tre viene combinato grazie a un incontro online. E noi non abbiamo ancora costruito uno strumento per il dating”. Tinder e simili cominciano a tremare, vista la potenza di fuoco di Menlo Park: subito dopo l’annuncio, Match, la società che controlla per l’appunto Tinder e OkCupid, tra le più popolari e usate app per il dating online, ha perso oltre il 22% del suo valore in borsa.




