Gabriele Minella, Alessandra Recine, Luca Pierleoni
Sport e sesso sono compatibili? Il sesso può migliorare le prestazioni sportive o, viceversa, le peggiora? E lo sport, che effetti può avere sull’incontro intimo sotto le lenzuola? Il tema è da sempre controverso tant’è che sull’annosa questione dibattono da tempo molti esperti di settore che in gran parte, almeno sino agli ultimi anni, hanno considerato le due “pratiche” incompatibili, per lo meno sotto il profilo del dispendio energetico.
Pillole di storia
La convinzione che gli atleti debbano astenersi dai rapporti sessuali in prossimità di una gara era già diffusa nell’antica Grecia. Nel I sec. d.C. il medico greco Arteo di Cappadocia scriveva che trattenere il liquido seminale all’interno del corpo poteva intensificare la forza maschile. Anche Platone sosteneva che gli atleti olimpici dovessero astenersi dall’avere rapporti sessuali prima dei Giochi nella convinzione che l’astinenza potesse migliorare la prestazione e favorire la vittoria. Credenze difficili da scardinare tant’è che, ancora oggi, molti allenatori in ambito sia professionistico che dilettantistico consigliano ai propri atleti di praticare l’astinenza (Oman et al., 2003) convinti che l’attività sessuale possa avere ripercussioni negative comportando un calo di concentrazione ed una perdita di vigore nella performance (Krieger, 1997; Ferraz e Costa, 2014). Ma come stanno realmente le cose? Le ricerche scientifiche più recenti sostengono che non sempre un incontro amoroso prima di una gara è deleterio. Anzi, il sesso, secondo alcuni studiosi, funzionerebbe come una sorta di doping naturale in relazione allo sport praticato. E ciò sembrerebbe valere sia per gli uomini che per le donne.





