Michela Pieroni
La parola panico deriva dalla mitologia greca in cui si narra del Dio Pan, creatura per metà uomo e per metà caprone, che compariva all’improvviso suscitando un terrore misterioso e indefinibile per scomparire poi velocemente, lasciando le proprie vittime nella paura e nell’incapacità di spiegarsi quanto accaduto.
Proprio come nel mito greco, l’attacco di panico si configura come una crisi di ansia acuta, che coglie senza preavviso e senza causa apparente, portando con sé una serie di vissuti fisici e psicologici dal forte impatto emotivo e che si risolve nell’arco di pochi minuti.
Quali sono i sintomi?
In generale, l’attacco di panico si manifesta in episodi isolati, che non comportano conseguenze dal punto di vista clinico, tuttavia, quando gli episodi sono invece ricorrenti si parla di disturbo di panico con o senza agorafobia (fobia degli spazi aperti e dei luoghi pubblici e affollati). L’attacco di panico e il disturbo di panico appartengono alla categoria dei disturbi d’ansia (disturbo di panico/attacco di panico, fobia sociale, disturbo d’ansia generalizzata, disturbo ossessivo-compulsivo), una classe di disturbi psichiatrici molto comuni e diffusi nella popolazione, caratterizzati da fenomeni sintomatologici complessi. Ciò che caratterizza l’attacco di panico, in particolare, è il terrore, che si manifesta attraverso alcuni sintomi fisiologici e stati psicologici.
Nello specifico, i criteri diagnostici dell’attacco di panico riguardano improvvise crisi di ansia con profondo malessere fisico e intensa paura; l’attacco è in genere inaspettato e il momento acuto della crisi è di breve durata, mentre 4 o più dei seguenti sintomi sono presenti: palpitazioni, sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, parestesie, brividi o vampate di calore, sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento.







