Narcisismo e sessualità

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Michela Pieroni e Luca Pierleoni

Il mito di Narciso, secondo la versione di Ovidio, narra la storia di un bellissimo e superbo giovane, capace di far innamorare di sè chiunque lo incontrasse, uomini, donne, giovani e vecchi. Sfortunatamente, però, il giovane vanitoso sembrava incapace di corrispondere al sentimento che suscitava negli altri, trovandosi puntualmente a rifiutare ogni amorosa attenzione. Dopo aver allontanato da sè anche la Ninfa Eco, Nemesi, la Dea della giusta vendetta, sollecitata da tutti quelli il cui amore era stato disprezzato, decise di punire la superbia del bellissimo giovane che, specchiandosi in un corso d’acqua, si innamorò perdutamente della propria immagine, di se stesso. Una volta compresa l’impossibilità di realizzare il proprio amore, Narciso si lasciò morire cadendo nel lago. Passando dal mito antico all’inquadramento diagnostico, la differenza tra un sano narcisismo, inteso come l’essere dotati di una buona immagine di sè, di autostima e amor proprio e un narcisismo di tipo patologico, non è facile da tracciare.

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