Dal sito dell’Ordine degli Psicologi Lazio
Luca Pierleoni e Marta Giuliani
Spesso ci siamo trovati a riflettere sul fatto che tra il crescente utilizzo dei sex toys (chiamati anche massaggiatori personali in farmacia, oppure oggetti di piacere nei grandi centri commerciali e nelle boutique di lusso)
e la percezione che di essi hanno molte persone (single o in coppia) esiste un certo divario.
Anelli vibranti, dildo, palline cinesi, gadget telecomandati e “chi più ne ha più ne metta” sono infatti sempre più diffusi e facili da reperire (talvolta si trova qualcosa persino vicino alla cassa dei supermercati), eppure in Italia si continua a percepire una certa diffidenza nei confronti di questi oggetti di piacere, una diffidenza confermata parlando con le persone dentro e fuori i nostri studi.
Perciò, ce lo siamo sempre chiesti e continuiamo a chiedercelo: perché per molte persone i sex toys rappresentano un tabù?







