Alessandra Recine
“L’HIV è un problema che non mi riguarda. È una malattia che possono contrarre solo i tossicodipendenti e gli omosessuali”. Queste poche ma incisive parole riassumono quanto emerge dall’indagine “Le conoscenze sul tema Hiv e la rappresentazione sociale del malato”, promossa da GfK Eurisko al fine di indagare le conoscenze degli italiani sull’HIV, sulle strategie di prevenzione della malattia, la percezione del rischio di contagio e le rappresentazioni della persona con HIV nella società odierna. La ricerca ha coinvolto oltre mille persone in tutta Italia ed ha evidenziato che, nonostante siano passati più di 30 anni dalla scoperta del virus, si tende ancora a vedere l’Hiv come un problema che riguarda solo “speciali” categorie. Infatti, 8 italiani su 10 pensano che la contrazione del virus riguardi prevalentemente i tossicodipendenti, chi intrattiene relazioni promiscue e gli omosessuali, mentre è dimostrato che tra i nuovi infetti la maggioranza relativa – addirittura il 40% – è costituita proprio dagli eterosessuali. Inoltre, 2 italiani su 3 hanno affermato che si sentirebbero a disagio e con non poche preoccupazioni a frequentare una persona con HIV e, sempre due italiani su 3, credono che il datore di lavoro sia legittimato a richiedere ai propri dipendenti di sottoporsi al test per accertare la presenza del virus.







