Michela Pieroni e Luca Pierleoni
Questa una delle novità annunciate al 13′ Congresso della European Society of Contraception and Reproductive Health (ESC) 2014, svoltosi a Lisbona dal 28 al 31 maggio. Il dispositivo intrauterino, testato in America dove ha ottenuto un tasso di soddisfazione pari al 95% delle donne coinvolte nella ricerca, si caratterizza per essere il più piccolo attualmente esistente. Il sistema funzionerebbe in maniera molto semplice: il ginecologo introduce, in pochi minuti, direttamente nell’utero questo tubicino flessibile a forma di “T”, il quale, per i 3 anni successivi, rilascerà quotidianamente dosi ormonali minime pari a circa 6 mcg di Levonorgestrel. Tale quantitativo, il più basso attualmente disponibile, rende Jaydess un contraccettivo ormonale, e non meccanico come la spirale, particolarmente indicato per tutte le donne, più o meno giovani, con o senza figli, andando incontro ad alcune esigenze femminili quali il mantenere intatta il più possibile la propria fisiologia, non ingrassare o gonfiarsi, essere libere dal pensiero di dimenticanze della classica pillola e, rimuovendo il dispositivo dall’utero, avere la possibilità di ritornare immediatamente fertili.







