Alessandra Recine e Luca Pierleoni
Vorrei che fosse…intelligente. Avete capito bene. In una società sempre più concentrata sull’apparire e non sull’essere, negli ultimi tempi sembrerebbe verificarsi un’inversione di tendenza dove l’intelligenza sembrerebbe farla da padrona nella scelta del partner. Questa disposizione avrebbe un nome ben preciso: sapiosexual o sapiosessualità.
Di cosa stiamo parlando?
Il termine sapiosexual deriva dal latino “sapiens sexualis” e sta ad indicare “colui o colei che trova l’intelligenza la caratteristica sessualmente più attraente”. La sapiosessualità non ha nulla a che vedere con il quoziente intellettivo di una persona o con i titoli di studio in possesso; è un coinvolgimento che si basa su uno scambio di stimoli culturali, conversazioni che portano a riflessioni nuove, intrighi mentali che non smettono di spronare la curiosità reciproca.







