«Incontri non protetti. Perché si accetta di ammalarsi»

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Di Gaetano Gambino per il Corriere della Sera

«Alla base c’è una difficoltà a gestire il vissuto intimo, una paura di essere rifiutati, un’ansia di prestazione. Da questo si cerca di fuggire partecipando a incontri sessuali rischiosi, anche ricorrendo alle droghe che diventano facilitatori». Gaetano Gambino, sessuologo della Società italiana di sessuologia e psicologia, prova a ragionare su cosa spinga una persona a prendere parte a un chemsex party senza usare protezioni. Ma prima, precisa, «bisogna dire che questi eventi riguardano tutti, sia etero sia gay».

Partecipa ai festini chi ha un disagio relazionale?

«Sì. L’individuo ha paura di essere giudicato quando è nudo, non solo fisicamente». 

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