Pratiche sessuali estreme: il BDSM

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Alessandra Recine

Meglio fare l’amore come da tradizione, oppure un pizzico di trasgressione aiuta a provare più piacere? Eccoli sul ring: il sesso vanilla (classico) e quello kinky (eccentrico, non convenzionale). Il romanticismo si scontra con la passione, la tradizione con la trasgressione. E quando si è nel territorio della trasgressione non si può non parlare del BDSM.

Cos’è il BDSM?

L’acronimo BDSM indica un insieme di pratiche relazionali e/o preferenze sessuali basate sulla dominazione e la sottomissione: Bondage (B), Dominazione (D), Sadismo (S) Masochismo (M). Il Bondage è una pratica in cui attraverso corde, bavagli, catene, lacci si immobilizza il partner ponendolo così in una condizione di “costrizione” o “schiavitù” vissuta liberamente nel gioco erotico estremo. La Dominazione si rifererisce sia al piacere di lasciarsi guidare nelle proprie esperienze, vissuti e sensazioni dalla volontà del partner, ma anche alla “disciplina” poichè colui/colei che domina nell’atto sessuale (il Master o la Mistress) impone regole al/alla sottomesso/a (il o la Slave) che implicano una punizione qualora fossero trasgredite, lasciando ampio margine e gusto alle persone coinvolte di “scegliere fin dove si voglia spingere questo aspetto della relazione”. Il Sadismo, invece, consiste nel trarre piacere nel far sperimentare al partner sensazioni di dolore in un contesto erotico di grande coinvolgimento all’interno del quale può farsi spazio anche il Masochismo, ovvero il fare di una sensazione di dolore sperimentata sul proprio corpo, un’esperienza positiva ed altamente eccitante.

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