Sperimentare per apprendere, osservare per scoprirsi

tirocinio

Dal sito dell’Ordine degli Psicologi Lazio

Marta Giuliani

Imparare senza pensare è fatica perduta; pensare senza imparare è pericoloso. (Confucio)

Il passaggio dai banchi di scuola al mondo del lavoro è, ed è sempre stato, un momento di radicale cambiamento nella vita di ognuno di noi. Rappresenta l’introduzione nel cosiddetto “mondo adulto” e la possibilità di sperimentare sul campo quanto appreso fino a quel momento solo sul piano teorico.

I libri si sono accumulati, le conoscenze sono state apprese…ed ora?

Ad oggi sono numerose le opportunità date ai giovani per inserirsi nel mondo del lavoro in modo graduale, riconoscendo la necessità di un periodo di “formazione sul campo”, ovvero di un apprendimento diretto in affiancamento a qualcuno considerato “esperto”.

Tirocinio, apprendistato, stage e praticantato sono termini differenti per indicare una condizione sostanzialmente identica, cioè un periodo di inserimento lavorativo finalizzato all’acquisizione di determinate competenze. È vero però che, per quanto ricca sia la lingua italiana, non si tratta di semplici sinonimi, anche se alcune volte vengono impropriamente utilizzati in modo interscambiabile. Lo stage e l’apprendistato, infatti, sono condizioni di natura volontaria e, in particolare, quest’ultimo è un vero e proprio contratto di lavoro che prevede, nella sua natura, una formazione professionale durante il rapporto di lavoro.

Il tirocinio e il praticantato, invece, sono percorsi obbligatori legati ad uno specifico curriculum formativo, e vengono considerati passaggi propedeutici al conseguimento di un titolo professionale.

Leggi l’articolo completo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *