Dal sito dell’Ordine degli Psicologi del Lazio
Marta Giuliani e Luca Pierleoni
In occasione dell’Expo 2015, la ASL di Milano, in collaborazione con il Comune, ha deciso di promuovere la campagna “Keep calm and have a safer sex”. Un’App, un sito, una brochure tradotta in diverse lingue e centinaia di cartelloni per mettere in guardia sui rischi legati alle Malattie a Trasmissione Sessuale (HIV, sifilide, gonorrea, etc).

Quando abbiamo visto la pubblicità la prima volta abbiamo pensato: finalmente ci siamo! Finalmente un’iniziativa che, sfruttando la visibilità dell’Expo, vuole promuovere una sessualità sicura e consapevole, proprio nel nostro Paese, in cui parlare di sesso all’interno dei Palazzi di Stato risulta ancora estremamente faticoso. Ma ecco che l’entusiasmo diminuisce drasticamente quando si cominciano a leggere attentamente i quotidiani e i portali online: la campagna nasce per fronteggiare l’esponenziale crescita del mercato della prostituzione che storicamente si registra in occasioni come queste ed i titoli recitano: “Expo 2015 e HIV”, “Migliaia di prostitute in arrivo”, “Campagna anti-AIDS all’Expo”. Il focus diventa la prostituzione, la malattia, la conseguenza negativa di un proprio comportamento, la “punizione” per chi non usa il preservativo.
Difficile non associare questo stile comunicativo a quello del genitore che urla all’adolescente di non bere la sera con gli amici altrimenti niente uscite per una settimana, giocando sull’ansia e sulla paura della deprivazione, piuttosto che spiegargli l’aspetto positivo del controllo di sé, promuovendo quindi in lui una motivazione interna al cambiamento.







