Michela Pieroni e Luca Pierleoni
La richiesta di interventi di chirurgia estetica dei genitali femminili registra, ormai da anni, un forte incremento in molti paesi del mondo. A richiamare l’attenzione su questo argomento è una recente ricerca australiana, pubblicata sulla rivista “An International Journal of Obstetrics and Gynaecology”. Secondo i ricercatori, infatti, la richiesta di interventi di questo tipo, soprattutto di labioplastica, pratica che permette di ridurre la lunghezza delle piccole labbra, dal 2001 al 2010, sarebbe addirittura quintuplicata, mentre i motivi per i quali si ricorre alla chirurgia, risponderebbero ad un criterio estetico “ideale” e assolutamente non fisiologico. A partire da queste premesse, i ricercatori australiani si sono focalizzati sulla percezione di ciò che viene considerato “normale” e “desiderabile” per comprendere se, alla base di richieste di intervento in realtà non necessarie, potrebbero esserci alcune distorsioni percettive. Infatti, le rappresentazioni culturali dei genitali femminili, veicolate attraverso la pornografia ma anche attraverso gli spot pubblicitari e le immagini del corpo femminile presenti sui magazine, rinforzerebbero l’idea che le piccole labbra debbano essere invisibili, con il rischio che da un ideale di bellezza distorto si passi ad una insoddisfazione verso il proprio corpo e alla richiesta di un intervento chirurgico non solo non necessario ma, per certi aspetti, rischioso.







