Alessandro Petroni e Gaetano Gambino
Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità perviene alla stesura di uno strumento innovativo e multidisciplinare: “La classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute” (ICF), il quale descrive lo stato di benessere delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociali, familiari, lavorativi), al fine di cogliere le difficoltà che in un contesto specifico di riferimento possono causare disabilità. In questo modo l’accento viene posto sull’ambiente, come elemento significativo nel produrre “socialmente” una condizione di limitazione per l’individuo. Secondo tale prospettiva, anche l’approccio alla sessualità di una persona disabile dovrebbe essere ricondotto al contesto socio-culturale entro cui si sviluppa l’identità sessuale, promuovendo, un approccio positivo e rispettoso, orientato a facilitare esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizioni, discriminazioni e violenza (OMS, 2002). A distanza di diversi anni il conseguimento di un tale obiettivo per molte persone con disabilità fisica risulta ancora distante, a causa di numerosi ostacoli culturali e sociali.







