Alessandra Recine e Luca Pierleoni
Cos’è il crossdressing?
Con il termine cross-dressing si è soliti indicare l’atto o l’abitudine di travestirsi e, quindi, indossare abiti o accessori che in un determinato contesto socio-culturale vengono associati al sesso opposto. Il fenomeno del cross-dressing comprende un’ampia gamma di comportamenti che possono spaziare dall’utilizzo solo di alcuni capi a uno spettacolo completo di trucco, acconciatura e abbigliamento che non necessariamente denotano una condotta patologica ma possono essere espressione di una rappresentazione trasgressiva e naturale della propria identità di genere, del proprio ruolo di genere o del proprio orientamento sessuale.
Il profilo del “cross-dresser”
Alcuni studi (Docter e Price, 1997; Langstrom e Zucker, 2005) ci dicono come il cross-dressing sia un fenomeno pensato principalmente al maschile. Molti cross-dresser hanno un’ottima collocazione socio-culturale e un lavoro di successo, che li porta a occupare posizioni di potere. Relativamente all’orientamento sessuale e allo status relazionale, un’alta percentuale di cross-dresser si definisce eterosessuale (87%), si sposa e ha figli.
Confusione terminologica




