Dal sito dell’Ordine degli Psicologi Lazio
Marta Giuliani e Luca Pierleoni
Mentre siamo tutti intenti a respirare il profumo dei postumi del Natale, ecco che, come per magia, da sotto quel che resta dell’albero spunta un nuovo dono per tutte le donne sulla cinquantina: l’ennesima pillola miracolosa in grado di distruggere l’unico vero Grinch della sessualità femminile … la menopausa! Come? Contrastando l’atrofia vulvare e vaginale tipica di questa fase fisiologica della vita.
Sì, perché è convinzione comune che la menopausa costituisca, per sua natura, un addio alle armi, un punto di non ritorno al di là del quale il piacere sessuale e l’intimità non hanno più spazio di esprimersi. A meno che, ovviamente, non si seguano degli adeguati accorgimenti medico-farmacologici in grado di ridare alla donna la stessa sessualità e presenza fisica che aveva precedentemente! Come se esistesse un modello sessuale a cui ispirarsi legato all’età, come se – dopo i cinquant’anni – si debba correre ai ripari inseguendo controcorrente qualcosa di perduto, invece di godersi serenamente le risorse di questa nuova fase della vita.
La fotografia, purtroppo rappresentativa dei vissuti emotivi di molte donne, è piuttosto allarmante perché denota una propensione alla patologizzazione della menopausa. Ma dal momento che ormai le donne vivono oltre un terzo della propria esistenza in assenza di mestruazioni, non è più pensabile ragionare solo in termini di “sopravvivenza” ai sintomi, ma è necessario adottare un’ottica più ampia che tenga conto del benessere generale della persona.







