Marta Giuliani
Alfred Kinsey, noto biologo statunitense vissuto nella prima metà del Novecento, legò indissolubilmente il suo nome alla storia della sessuologia grazie ai suoi celebri volumi “Il comportamento sessuale dell’uomo” (1948) e “Il comportamento sessuale della donna” (1953). Questi due capolavori, noti con il nome di “Rapporti Kinsey”, contenevano i risultati di migliaia di interviste condotte da Kinsey e dal suo staff a uomini e donne dell’epoca sulle loro abitudini sessuali. Inutile sottolineare il forte impatto sociale di queste pubblicazioni, che costarono all’Autore non solo numerose critiche di natura etico-morale ma anche l’ironico soprannome di “Dr. Sex”. L’importanza di tali opere fu quella di porre per la prima volta un’attenzione sociale, oltre che scientifica, su aspetti della sessualità considerati fino a quel momento dei veri e propri tabù, come la masturbazione, i rapporti extraconiugali e l’omosessualità. A distanza di oltre 60 anni, il Kinsey Institute e l’Università dell’Indiana hanno unito le loro forze proponendo una nuova indagine sui costumi sessuali della popolazione mondiale, avvalendosi della più moderna tecnologia per ottenere una raccolta dei dati veloce e globale.







